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Il Chianti e le Terre del Vino
N. 31 Aprile 2004
Gagliole rivive grazie all'impegno di una
coppia elvetica innamorata della Toscana
Dalle banche svizzere ai vigneti del Chianti
Venticinquemila bottiglie di un vino assai apprezzato negli
Usa e in Germania che WineSpectator premia sempre con un'alta valutazione.
Cosa ci fanno un famoso banchiere e una altrettanto famosa gallerista,
entrambi svizzeri, in un casolare finemente restaurato vicino a
Castellina in Chianti? Nessuna domanda è più retorica
di questa: naturalmente dell’ottimo vino.
Risale a molti anni fa l’amore di Monika e Thomas Baer, per
questa terra e in particolare per Gagliole. Un amore che nasce insieme
a quello che li legherà per tutta la vita. Monika e Thomas
si sono conosciuti in Toscana e da quell’incontro la loro
vita è cambiata, scoprendo pian piano il piacere del vivere
l’uno accanto all’altro e del partecipare al gioco del
vino.
Entrambi di successo, entrambi con grandi possibilità, entrambi
pronti a scegliere il buon ritiro di Gagliole e a dedicargli le
loro migliori energie.
Grazie a loro Gagliole è un microcosmo che riassume in se
tutte le bellezze della Toscana. Quasi uno scrigno che racchiude
i nostri tesori più preziosi. Dai grandi terrazzamenti con
gli ordinati muri a secco, fino al piccolo frantoio, tutto mostra
una cura maniacale dei dettagli ed un amore profondo.
“Ho avuto anche una grande azienda agricola negli Stati Uniti
– dice Thomas – producevamo Soia. Ma non è la
stessa cosa. La Toscana è diversa, è uno dei posti
più belli del mondo”.
“E’ il modo di vivere che affascina – replica
Monika - Noi svizzeri siamo molto attenti alla scansione del tempo.
All’inizio ero quasi infastidita da certi comportamenti. Non
capivo perché, per fare un esempio, nei negozi le persone
perdessero così tanto tempo in chiacchiere. Oggi invece non
rinuncerei per nulla al mondo al piacere di scambiare due parole
con i miei amici negozianti mentre faccio acquisti. Ho capito che
anche questo contribuisce a rendere la vita piacevole”.
Thomas Baer prima di entrare nella banca di famiglia, la Julius
Baer (la prima banca privata svizzera), ha fondato uno studio legale
fra i più importanti di Zurigo. Monika invece viene dal settore
artistico, conducendo un nota galleria. Arrivò in Toscana
“con in vestiti che avevo indosso e poco altro – dice
lei stessa – poi mi sono fermata un anno vivendo sempre a
contatto con la natura”.
Circa 10 anni fa, durante i loro frequenti viaggi in Toscana, Monika
e Thomas Baer si sono imbattuti in Gagliole. Sono rimasti affascinati
dal maestoso viale di cipressi che porta alla casa, dalla costruzione
armonica, dai colori e dalle forme di piante e pietre. La vista
mozzafiato mostra un paesaggio vasto e generoso,, all’orizzonte
si stagliano le torri di San Gimignano e la catena costiera della
Maremma. E qui si sono fermati. Pazientemente e con accortezza,
hanno trasformato il Podere Gagliole in uno degli indirizzi più
rinomati della zona.
Quello che era inizialmente un passatempo si è trasformato
in autentica passione. Nel 1996 Monika ha frequentato un corso di
perfezionamento presso la Stazione federale di ricerche in frutticoltura,
viticoltura e orticoltura a Waedenswil e si occupa di tutte le piante
e dei fiori che circondano la casa. Thomas ha assunto l'amministrazione
della tenuta, dirige il team dei collaboratori e si occupa del marketing
e della vendita a livello internazionale.
E il successo è arrivato subito. Il rosso Igt di Gagliole
è un vino che oscilla fra i 90 e i 94 punti nelle ultime
cinque annate per Winespectator, un risultato che non molti possono
vantare. Merito dell’enologo D’Attoma ma anche della
filosofia della famiglia Baer: “Io credo che il vino toscano
debba puntare tutto sulla tipicità – dice Thomas -
senza andare alla ricerca del gusto internazionale. Anche noi a
Gagliole modificheremo il nostro vino per fare un Sangiovese in
purezza”.
Ed è davvero singolare che un austero banchiere svizzero
sia così coinvolto nel difendere una delle più classiche
tipicità toscane.
Poi in un momento come questo, non certo felice per le produzioni
vinicole.
“La crisi non ci riguarda – continua Thomas - ma so
di altri che si sono un po’ lamentati. E’ un fatto dovuto
anche alla congiuntura internazionale. Con il notevole apprezzamento
dell’Euro sul dollaro, è evidente che chi esporta fuori
dall’Europa si è trovato con i prezzi di fatto più
alti del venti per cento in un solo anno. Credo che forse dovremo
riaggiustare qualcosa, ma il futuro del vino toscano per me resta
favorevole”.
Se lo dice un profondo conoscitore del mercati finanziari internazionali,
dobbiamo crederci per forza!
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